Un requiem per L’Aquila, Italian Ground Zero.

2009 luglio 11
 

 

 

Cosa rimane a L’Aquila dopo il passaggio dei G[randi] 8?

Le rovine del terremoto o, forse, una nuova moda turistica, denominata “disaster tourism”.

 

Obama davanti alle rovine del terremoto a L'Aquila

Obama davanti alle rovine del terremoto a L'Aquila

Leggiamo questo articolo, tra gossip e sarcasmo, di Robin Givhan pubblicato sul Washington Post (vai all’articolo originale del 10/0//2009)

Crepe nel simbolismo della visita terremotesca delle mogli del G8. Nella “ground-zero” italiana, eleganza in mezzo alle rovine.

Raramente una visita simbolica di una First Lady ad un luogo di sofferenza è stata coreografata per ottenere così poco impatto emotivo.

L’articolo descrive la visita di Obama e di Michelle all’interna dell’Aquila e dice:

Tutti i residenti del centro della città erano stati evacuati, con molte persone costrette a vivere nelle tendopoli. L’intera area aveva un’aria misteriosa: l’unico suono, a parte il sommesso vocìo dei giornalisti, erano i fischi altisonanti degli uccellini annidati nei vecchi alberi.

Le donne apparivano strane in questa ground zero delle sofferenze umane. Erano vestite per il pranzo che sarebbe immediatamente seguito alla loro passeggiata in mezzo ai detriti. (La Signora Obama, con i capelli raccolti, indossava un top verde lime con una gonna a pieghe ed un cardigan a maniche corte, con motivi floreali gialli e bianchi). E mentre molte spose indossavano cappelli – inclusa Obama – la loro eleganza da ora di pranzo in mezzo al disastro, insieme alla velocità con cui i loro accompagnatori le spingevano attraverso il sito, hanno dato all’intera scena l’aspetto del Turismo da Disastro.

Si sa che il summit era stato spostato dalla Sardegna all’Aquila, proprio per attirare l’attenzione e finanziamenti verso questa regione devastata dal terremoto.

Le mogli dei Grandi 8 hanno fatto una visita simbolica. Si trattava di una tattica per far risuonare le corde emotive della comunità internazionale. Ma l’evento è stato organizzato come una gita da campo estivo, mancava solo la guida turistica con l’ombrello per aria.

I VIP guardavano e vedevano il palazzo del governo collassato,  ed era difficile non rimanere colpiti dalla violenza e dalla vastità dei danni provocati dal terremoto. Forse le signore riuscivano ad immaginare le vite che lì di solito trascorrevano prima che fossero alterate dal disastro. Con la sola forza dell’immaginazione, perché l’unica cosa che veniva mostrata alle “spose” della gita era tanta spazzatura. Non c’era nessuno che spiegava, in termini umani, perché la spazzatura avesse tanta importanza.

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