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Chi è ‘sto Caldoro?

31 marzo 2010

Chi è Caldoro? Il nuovo governatore della Campania, di cui molti sanno che è stato scelto da Berlusconi dopo aver rinunciato, in modo sofferto, a Cosentino. Ma durante la campagna elettorale, ad eccezione del bel volto della Carfagna, i cui manifesti hanno tappezzato tutta la città di Napoli, non molti hanno visto scalciare questo “puledro” Caldoro, e ancora meno appassionati hanno assistito alla corsa con il suo avversario De Luca. A sorpresa, ecco un articolo del conservatore Le Figaro.

“La Campania conquistata da un puledro del Cavaliere Stefano Caldoro ha fatto cadere Antonio Bassolino, barone del PD. La Campania è una delle quattro regioni conquistate dalla Destra. Per incoraggiare il “tombeur” (colui che ha fatto cadere) Antonio Bassolino, il teatro di Afragola è pieno. A centinaia sono accorsi dalla provincia, a bandiere spiegate, per salutare il “loro” candidato, Stefano Caldoro, un politico di 50 anni, nello stile di Silvio Berlusconi che ha scelto un giovane per conquistare questo bastione della Sinistra. Per due ore seguono appassionatamente il suo torrente di parole, interrompendo a tutto campo gli oratori con scoppi di applausi. Un meeting come tanti altri, con un po’ più di febbre? Non solo: ad Afragola, questo ultimo incontro della campagna ha il sapore della rivincita. Un agglomerato di 63.000 abitanti, con le sue stradine strette, le mura scorticate e la spazzatura che abbonda per terra, senza industrie, salvo una serie di ipermercati, è il feudo di un governatore, Antonio Bassolino, l’uomo più potente ma anche il più odiato della Campania.

Nemici all’interno del suo stesso partito

Un militante del Partito Comunista dall’età di 17 anni, poi barone del PD, A. Bassolino è un esempio eclatante di sopravvivenza politica. Deputato, fu eletto sindaco della città di Napoli nel 1993, poi Governatore della Campania nel 2000, posto che ha occupato per 10 anni. I suoi nemici all’interno del suo stesso partito non si contano. Lo stesso Capo di Stato, Giorgio Napolitano, non lo apprezza per niente. Il “disastro” di Napoli, le zone industriali e le periferie abbandonate, l’immagine spaventosa delle sue strade invase dalla spazzatura nel 2008, “è colpa sua”.

Ex-showgirl

 Questo almeno è l’argomento usato da Stefano Caldoro. “Dopo 17 anni di oppressione, è tempo di cambiare, ha lanciato. Argomento più efficace di quello del suo avversario, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (61enne), che porta avanti una campagna solitaria, con un solo appoggio politico, cioè proprio quello di Bassolino. Per tutta la sua campagna elettorale, il puledro di Berlusconi è stato spalleggiato da Mara Carfagna, una 35enne molto bella, ex-valletta dello showbiz, diventata ministro per le pari opportunità. L’ex-modella, si rivela attrice della politica. Capolista della maggioranza nella provincia, la signora declina i temi della campagna, facendo omaggio al “fair-play”, alla preparazione e alla serietà di Caldoro. Dall’altra parte, il candidato di sinistra, V. De Luca, non vuole correre rischi. A Casal di Principe, questo bravo amministratore ch ha reso la sua città, Salerno, un esempio di buona gestione, presenta il suo piano d’impiego: 1 miliardo di Euro per realizzare in Campania 50.000 posti di lavoro. “E’ un piano concreto. Niente a che fare con la propaganda di Berlusconi”, assicura. Per il suo ultimo incontro, egli ha scelto Casal di Principe, un simbolo. Il clan camorrista dei Casalesi da tempo regna in questa città di 21.000 abitanti dall’urbanesimo disperato. Nel 2009, qui furono uccisi a mitragliate 8 Africani in un bar. Poi, [il clan] è stato smantellato dalle forze dell’ordine. Con molta onestà, De Luca ha reso omaggio al Ministro degli Interni Maroni, della Lega Nord. E ha aggiunto: “la migliore maniera per battere la Camorra, è di creare posti di lavoro”.

N.d.T.: anche la notizia dello smantellamento del clan dei Casalesi, giunge a sopresa.

Leggi l’articolo originale, qui.

Wedding in Capri

14 gennaio 2010

Omaggio alla bellezza

 

Semplicemente bellissimo questo video di Carmine Napolitano, fotografo italiano (www.carminenapolitano.com).

Gli sposi sono Tiziano Lugli, musicista che vive in California, e Jamie Sorrentini, attrice portoricana.

Il luogo è Capri.

Casca l’Italia, ricerca ambientale vs protezione civile

28 dicembre 2009

 

Gli scienziati e i politici dell’opposizione temono che la “razionalizzazione” ufficiale dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale), sia parte di un più ampio piano del governo per sottrarre indipendenza all’accademia, per facilitare grandi progetti infrastrutturali, e per ridurre la trasparenza nell’assegnazione degli appalti pubblici.

L’Italia frana e va in tilt quando piove o nevica? Ha problemi morfologici e strutturali di natura ambientale? Eppure pensa a grandi progetti di impatto naturale, come il ponte sullo stretto o le centrali nucleari. Il Financial Times pubblica un articolo di Guy Dinmore, molto interessante su come il governo sta gestendo gli istituti e i centri di ricerca italiani per la protezione dell’ambiente.

Al di là delle controversie con l’Ispra, il governo sta ristrutturando la sua agenzia di protezione civile che si occupa di disastri ed emergenze, come la crisi dei rifiuti a Napoli.

Una nuova struttura accorpata, dicono i critici, renderà l’ente meno trasparente. In una veste più grande, con a capo ancora Guido Bertolaso, la mano destra di Berlusconi, l’agenzia sta programmando di togliere all’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), le sue funzioni di monitoraggio dei movimenti sismici. Ciò gli darebbe un accesso esclusivo a informazioni sismiche sensibili riguardanti progetti come la costruzione di nuovi impianti nucleari.

I tagli all’ISPRA nascono dalle difficoltà ed impedimenti che il governo sta trovando nella sua strada ai programmi di sviluppo industriale, affermano i critici. “Tutto ciò dà al governo la possibilità di velocizzare i propri progetti”, ha affermato Loredana De Petris, ex-senatrice ambientalista.

Dopo aver lottato per anni per il rinnovo dei contratti trimestrali, circa 200 lavoratori dell’ISPRA hanno perso il loro lavoro quest’anno, e quasi 230 tagli sono ancora previsti per gennaio 2010. Tanto equivale a circa un terzo della forza lavoro impiegata all’ISPRA.

Con le tende e con un alberello di plastica collocato per Natale presso il loro centro di ricerca vicino Roma, gli scienziati italiani stanno affrontando la loro sesta settimana sul tetto del centro, per protestare contro i tagli imposti dal governo di centro-destra di Berlusconi.

Massimiliano Bottaro, esperto di biodiversità e gestione dell’attività di pesca, è uno di questi che, nella maggior parte dei casi hanno già o sono candidati ad un dottorato. L’Italia sta tagliando i fondi alla ricerca ambientale, mentre gli altri paesi li aumentano, ha detto, “ci stanno smantellando”.

L’Italia langue all’ultimo posto in Europa per le spese pubbliche in ricerca e sviluppo.

Stefania Prestigiacomo, il Ministro dell’Ambiente, che proviene da una famiglia di industriali siciliani, ha creato l’ISPRA l’anno scorso. Esso unisce tre istituti di ricerca e protezione ambientale (APAT, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici, INFS Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, e ICRAM Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare). I quadri di questi istituti, indipendenti, furono tolti, e l’ISPRA venne posta sotto la gestione di un commissario speciale, ex-deputato, capo della polizia.

Nel frattempo, il ministro ha creato un corpo separato, specializzato in servizi ambientali, chiamato SOGESID (Interventi integrati per la sostenibilità dello sviluppo) che, dichiara, “può ricevere contratti senza partecipare alle procedure di assegnazione pubblica degli appalti”.

Né la Prestigiacomo, né il Commissario hanno mai fatto visita ai lavoratori in protesta. Il ministro gli ha ordinato di scendere dai tetti e gli ha promesso di chiedere al governo di trovare un modo per non perdere tale “importante organico”.

Per leggere l’articolo originale, clicca qui.

Sondaggi & Complotti

23 dicembre 2009

Dal Times al Washington Post, la stampa estera parla dei sondaggi in rialzo per Berlusconi. Si parla anche di Youtube e di tesi complottiste. Ecco l’articolo del francese Libération che collega i due fatti per fare un commento sulla “deriva politica” italiana.

I cospirazionisti si impadroniscono dell’aggressione a Berlusconi.

 

In rete circolano dei video che lasciano intendere che l’aggressione a Berlusconi di dieci giorni fa è stata organizzata per renderlo una vittima. Se la credibilità dei montaggi sembra essere nulla, essa comunque è testimone di un clima tesissimo in Italia.

Montaggio choc, musica drammatica, sottotitoli interrogativi…il video più visto, con il titolo “L’aggressione contro Berlusconi è una montatura?”, propaga la tesi di un “11 settembre all’italiana”…

Il montaggio sembra produrre i suoi effetti presso una parte di popolazione italiana. Gli argomenti sono semplici: una serie di “indizi” permettono di dubitare della versione cosiddetta ufficiale dell’aggressione. Come per esempio, la telecamera che si allontana opportunamente in modo da non vedere il momento in cui Tartaglia colpisce il Premier, in modo da non lasciar veder i colpi inferti al suo viso.

Qualche minuto dopo l’aggressione, una foto mostrerebbe una delle guardie del corpo nella vettura del Cavaliere, che manipola una bomboletta contenente del sangue fittizio. Infine, la coagulazione che molte fotografie sembrano ritrarre sarebbe avvenuta, a dire il vero, troppo rapidamente.

Secondo Eric Joszef, corrispondente di Libération a Roma, la credibilità di questi argomenti è nulla. Ma l’obiettivo non è questo. “Ci sono due idee dietro a questo montaggio, spiega il giornalista. Lasciare intendere che l’aggressione era organizzata per permettere a Berlusconi di far dimenticare le sue noie giudiziarie. E illustrare, così, la deriva autoritaria del potere”.

Per i complottisti, la tesi della strategia della vittimizzazione funziona tanto più che la percentuale a favore di Berlusconi è aumentata di tre punti (48%), dopo sette mesi di discesa costante, come citato da La Repubblica. Secondo Joszef, “tutto ciò rivela un clima anti-Berlusconi molto esteso”, che spingerebbe alcuni a dare credito alle idee più stravaganti.

La stampa rimane distante da queste tesi. Così, il Corriere della Sera afferma che Eve Mongin, una blogger di Libération, è ridicola quando afferma che “gli Italiani danno la giusta importanza a questa vicenda, cioè poca”. “C’è una tale personalizzazione del potere, che proprio questo attizza l’odio e le passioni. L’aggressione contro Berlusconi ha polarizzato le posizioni”, dice la Mongin.

Tra i politici, ci si inquieta della propagazione di queste chiacchiere da parte dei blogger o editorialisti. Fabrizio Cicchitto ha così fustigato alcuni media e ha accusato Di Pietro di “voler quasi trasformare il confronto (politico) in una guerra civile”.

Se Di Pietro risponde di non odiare Berlusconi, ma di amare il proprio paese, la Bindi riporta in primo piano il ruolo del Parlamento.

E’ in questo contesto che il Ministro degli Interni, Maroni, ha annunciato che proporrà giovedì in Consiglio dei Ministri, delle misure per fermare i siti internet che “incitano alla violenza” e per limitare le contestazioni nelle manifestazioni pubbliche. Alcuni responsabili politici si sono già dichiarati preoccupati dei pericoli alla libertà d’espressione.

Breaking news : Notizia di “rottura”

13 dicembre 2009

La BBC già riporta la notizia!

Breaking news

Berlusconi subisce un colpo in faccia

Il Primo Ministro Italiano sarebbe stato colpito sul volto mentre lasciava la manifestazione a Milano. 

Stando a quanto riportato, mentre se ne stava andando gli usciva sangue dalla bocca. Non è chiaro se il danno sia stato causato da un pugno o da un oggetto lanciato da un protestante.

Berlusconi è stato velocemente portato via dalla scena in una macchina. Un uomo è stato arrestato, come riportato dalla italiana ANSA.

Vai alla news originale e vedi il filmato della BBC, clicca qui.

Berlusconi a Bonn

10 dicembre 2009

 

Attacchi ai giudici, alla stampa ed una barzelletta a sue spese: ecco come il Premier italiano prima tuona e poi racconta barzellette.

La Sueddeutsche Zeitung, a proposito di un Berlusconi “molto convinto di sé”, riporta la barzelletta che il capo del governo italiano, “a sue spese”, ha raccontato al Congresso del Partito Popolare Europeo a Bonn. Secondo il quotidiano, il Premier italiano si preoccupa regolarmente, “volontariamente o involontariamente, di fare battute. Nella giornata di oggi ha raccontato la seguente barzelletta:

Ci sono Berlusconi, il Presidente Obama ed il Papa insieme ad un giovane assistente, a bordo di un aereo che sta precipitando. A bordo ci sono solo tre paracaduti, ed Obama si prende il primo dicendo di essere l’uomo più importante al mondo. Berlusconi prende il secondo dicendo di essere l’uomo più intelligente del mondo. Il Papa, a questo punto, ordina al suo assistente di prendersi l’ultimo paracadute, essendo il più giovane di tutti. Ma il giovane assistente risponde: “Santo Padre, a bordo sono rimasti due paracaduti perché Berlusconi si è preso il mio zaino”!

“Sono più forte che mai”

“Il resto del discorso di Berlusconi è stato meno impregnato di autoironia”

Il riferimento è alle affermazioni che Berlusconi ha fatto a proposito dell’esistenza in Italia di un partito dei giudici.

Vai all’articolo originale, clicca qui.

Date un morso alla torta bielorussa

3 dicembre 2009

Non ci sono segnali di un disgelo europeo nei confronti della Bielorussia. Sicuramente la reputazione di Berlusconi non risentirà dell’incontro con “l’ultimo dittatore d’Europa”. Ma pare che non sia stato il Berlusconi politico quello che questa settimana abbiamo visto in Bielorussia a Minsk, ma il Berlusconi uomo d’affari.

Sul canale russo delle news RT, viene commentata la visita di Berlusconi a Minsk, e si paventa la possibilità che dietro ci sia Putin.

L’intuito per il business che contraddistingue il capo del governo italiano, ha portato Silvio Berlusconi a Minsk – ed è il primo leader di un paese occidentale a far visita, da più di un decennio, alla Bielorussia.

Di sicuro non c’è la fila di politici all’ingresso per Minsk, né è risaputo che alcun leader europeo stia pianificando di fare visita al vicino della Federazione Russa. Il viaggio di Berlusconi fu già annunciato a Roma, nella prima parte di quest’anno, dopo la sua cena con Aleksandr Lukashenko.

Il milionario italiano, magnate dei media, è bravo a costruire legami commerciali, soprattutto con la Russia, la Libia e la Turchia. Ed ora sta prendendo in considerazione la Bielorussia.Read more

Durante la sua recente visita in Russia, Berlusconi ha lavorato per procurare contratti russi alla Finmeccanica, che si occupa di aerospaziale e di difesa. Ovviamente ha fatto lo stesso a Minsk. La Finmeccanica ha firmato un accordo con il governo bielorusso, di cooperazione nel campo del trasporto, energia, spazio, e sistemi di difesa.

Vale la pena dire che gli uomini d’affari italiani non contano solo sui pochi consumatori (9.8 milioni) del mercato bielorusso, ma guardano anche al mercato (170 milioni) della Customs Union approvata dai presidenti della Bielorussia, Kazakhstan e Russia, appena tre giorni prima della visita di Berlusconi.

Inoltre, la promessa fatta da Lukashenko di condizioni migliori offerte ai “primi avventori” rende molto promettente questo mercato che, per il 2010, andrà incontro ad un importante processo di privatizzazione. Stando ai termini dell’accordo della IMF-Bielorussia, lo Stato bielorusso dovrà vendere l’anno prossimo almeno sei grandi imprese. Al momento la lista include la società di telecomunicazioni più grande di questo paese, la Beltelecom. Visto che la crisi è molto lontana dal dare segnali di fine, le autorità di Minsk potrebbero decidere di vendere per evitare all’economia di andare in bancarotta.

Cercando una spalla amica

Sicuramente, la visita di Berlusconi può essere considerata come il primo vero passo che porta le relazioni tra la Bielorussia e l’Europa su un nuovo livello. Dopo la fine dell’isolamento di quest’anno, dopo l’invito a partecipare al programma europeo sulla partnership orientale, il presidente bielorusso ha fatto due visite ai paesi europei. Una visita dall’altro lato potrebbe essere un segnale della disponibilità di Bruxelles a migliorare le relazioni.

Ad ogni modo, i colloqui italo-bielorussi sono stati soprattutto di tipo commerciale, e di cooperazione con l’Italia ed in particolare con Finmeccanica, aprendo così delle interessanti prospettive in più di una direzione per la Bielorussia.

In primo luogo, si fissa così un nuovo modello di cooperazione, che ben si addice agli standards fissati da Lukashenko: prima l’economia, e poi l’economia – niente bla bla bla su diritti umani, democrazia e cose del genere. D’ora in avanti, il leader bielorusso avrà un buon alleato a cui riferirsi quando discuterà dei termini della cooperazione con Bruxelles, o con qualche altra capitale europea.

In secondo luogo, una cooperazione italo-bielorussa nel campo della meccanica, dell’industria militare, dell’energia e dei trasporti, potrebbe aprire una strada per Minsk di integrazione economica con l’Europa, basata sulla modernizzazione dell’industria nazionale.

Anche se ha costruito insieme alla Russia (e al Kazakhstan) la Customs Union (Unione Doganale), Lukashenko è disperatamente alla ricerca di un modo per “diversificare” l’economia del suo paese – cioè di renderla meno dipendente dalla Russia. Fino ad oggi, l’unica prospettiva di integrazione europea realistica (ma anche inaccettabile), per Minsk, era legata alla de-industrializzazione e altre procedure “scioccanti”, ben note nell’Europa orientale. La mancanza di opportunità di entrare nello spazio economico europeo con un’industria pesante diversa, risulta essere il maggiore ostacolo al riavvicinamento tra la Bielorussia e l’UE. Se gli accordi tra l’Italia e la Finmeccanica propongono di trasferire la tecnologia italiana all’industria bielorussa, si potrebbe aggirare il problema e dare una spinta alla politica europea di Lukashenko.

Tuttavia, difficilmente si riesce ad immaginare Berlusconi a Minsk con la nobile missione di salvare un’economia post-sovietica dal collasso, promuovendo lo sviluppo industriale. In tempi di crisi, quando la domanda crolla e l’industria meccanica soffre la peggiore delle recessioni, l’industria italiana ha bisogno di nuovi consumatori.

Inoltre, è possibile che le attività del primo ministro a Minsk, vengano coordinate con quelle del “grande amico” di Berlusconi, Vladimir Putin, che ha fatto una serie di incontri importanti con Berlusconi nel corso di quest’autunno. Si può per questo ipotizzare che gli investimenti italiani in Bielorussia tra il 2009 e il 2010, siano in realtà investimenti russi che avrebbero trovato una via più lunga ma più sicura verso lo stato bielorusso.

Quali che siano gli interessi ed i piani dietro i sorrisi di questo incontro a Minsk, lo show in sé ha costituito per la Bielorussia un successo senza precedenti.

Darya Sologub for RT

 

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