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In volo vs la Russia

21 ottobre 2009

 

In volo verso San Pietroburgo, il Primo Ministro italiano saprà sicuramente che il suo arrivo nella città sulla Neva è stato preceduto dalla sua fama. Venerdì, 9 ottobre 2009, il St. Petersburg Times pubblica un articolo su Berlusconi, e sulle sue dichiarazioni all’indomani della bocciatura sul Lodo Alfano:

Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi ha affermato giovedì che andrà in TV e che apparirà nelle aule dei tribunali per provare che le accuse di corruzione ed evasione fiscale, nei due processi contro di lui, sono false.”

Vai all’articolo originale

Anche il canale di stato RT, poco incline a seguire le tendenze mediatiche globali, nell’ambito del programma Spotlight, ha trasmesso un servizio sul presidente dell’AC Milan attualmente sotto la luce accecante dei riflettori. Il servizio si intitola “Lo strano caso di Silvio Berlusconi”, e  secondo gli autori:

si tratta di una caso che esemplifica le relazioni tra i poteri esecutivo, giudiziario e mediatico (avevato pensato al terzo termine delle trilogia, legislativo?). Il futuro politico del Primo Ministro italiano si trova sul banco degli accusati dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato la norma che gli dava l’immunità. E’ una decisione buona o cattiva per l’Italia e per la democrazia italiana?

Per rispondere a queste domande, il conduttore del Al Gurnov ha intervistato il Prof. Paolo Mancini, Ordinario di Sociologia della Comunicazione, presso l’Università di Perugia, di cui si specifica “che non è per niente un tifoso di calcio”.

Al Professore viene subito chiesto come abbia reagito il pubblico italiano alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano, e se gli Italiani si siano messi a ridere. Mancini risponde che non si può propriamente dire che gli Italiani si sono messi a ridere. Ma Al Gurnov incalza, ridendo, chiedendo se Berlusconi abbia ancora la maggioranza, e Mancini risponde che si può fare una divisione in classi sociali a questo proposito. La classe inferiore e quella media sono a favore di Berlusconi, gli intellettuali invece lo odiano (la stratificazione per livelli di istruzione è un classificazione che il prof. riproporrà al termine dell’intervista).

Segue un servizio sul “numero impressionanti di cause penali che riguardano Berlusconi” che termina con l’affermazione della giornalista Elena Demidova “Berlusconi ha detto che non rassegnerà le dimissioni”. Al Gurnov così chiede a Mancini di spiegare al pubblico le ragioni del comportamento “stravagante” del Premier italiano. Mancini replica che non si può definire stravagante il comportamento di un uomo che “parla alla gente”, e che fa e rappresenta quello che la gente normale vorrebbe fare e essere. A chi non piacerebbe essere ricco ed avere belle donne, in un certo senso Berlusconi rappresenta l’uomo medio italiano, afferma Mancini. Al Gurnov allora interviene dicendo che in Russia, quando si vota una persona è perché lo si vede adatto a ricoprire una determinata funzione pubblica, non perché lo si vede a “godersi la vita”. “Gli italiani sono diversi?”. Il professore di Urbino corregge quindi il tiro, dicendo che in realtà Berlusconi trascorre la maggior parte della sua giornata a occuparsi della vita pubblica italiana, e che quella piccola parte dedicata alla vita privata suscita l’interesse delle persone “comuni”.

Al Gurnov chiede poi se attualmente Berlusconi abbia dei problemi con i suoi colleghi in Europa, e Mancini risponde affermativamente, poiché i colleghi europei si trovano nell’imbarazzo di dover trattare con questo “guy”, ragazzo che, nonostante tutto, è legittimato dal voto popolare a ricoprire la funzione di Premier.

Gli italiani mettono sullo stesso piano scandali sessuali e scandali legali?, chiede Al Gurnov per indagare se sul futuro di Berlusconi peserà di più la pronuncia della Corte o della Chiesa. Il professore risponde, un po’ imbarazzato, che i due problemi suscitano entrambi forte interesse.

Dopo la pausa pubblicitaria, Al Gurnov chiede di spiegare come mai Berlusconi, contro ogni previsione, vince sempre. E’ una dimostrazione della incapacità dei suoi colleghi politici o c’è un’altra spiegazione per la sua “incredibile (impensabile) popolarità”. Mancini risponde che Berlusconi è un grande comunicatore e che sull’altro versante c’è un centro-sinistra molto frammentato, incapace di esprimere un unico leader. E si arriva alla domanda che tutti si pongono: “Lei pensa che Berlusconi ed il suo partito sopravviveranno alle prossime elezioni nazionali?”. Senza fare previsioni, Mancini risponde che bocciatura del Lodo-Alfano da un lato, e scandali sessuali dall’altra, possono influenzare il modo in cui i cattolici percepiscono la figura di Berlusconi. Al Gurnov così chiede apertamente: “Lei crede che la Chiesa possa avere un ruolo importante?”. Mancini: “Sì, assolutamente sì. Ed è quello che Berlusconi intende evitare, una posizione ufficiale della Chiesa”.

Al Gurnov: “Berlusconi è un pericolo per la democrazia?”. Mancini  risponde negativamente, e aggiunge che anche nell’ambito della questione sulla libertà di stampa, nonostante il tentativo di Berlusconi di impadronirsi delle televisioni e dei giornali, non si può dire che in Italia non ci sia la libertà di stampa. Dopo aver spiegato poi che il Lodo-Alfano è stato bocciato in Italia non per una questione di sostanza ma per una questione di forma, Paolo Mancini spiega che Berlusconi ha sbagliato a intraprendere la via della legge ordinaria.

Al Gurnov gli chiede poi della natura dei rapporti tra Berlusconi e Putin, e vuole sapere se i vantati ottimi rapporti siano veramente da accreditare alla personalità di Berlusconi, o se sono semplici rapporti tra due capi di stato, indipendentemente da chi siano le persone. “Credo che Berlusconi sia molto bravo negli affari, e credo che sia molto bravo negli affari privati, e in quelli di stato, perché è un ottimo comunicatore”.

Infine, Al Gurnov chiede a Mancini cosa pensa del premio Nobel per la pace assegnato a Barack Obama, un leader impegnato in varie guerre (rammentiamo che la notizia è stata appresa con molto stupore in Russia). Mancini risponde che il premio Nobel è stato assegnato ad un uomo che rappresenta un ponte di comunicazione con il mondo musulmano, ha un valore di incoraggiamento. “Lei crede che Berlusconi possa prendere in futuro un premio Nobel”, chiede Al Gurnov. “No”, risponde Mancini “don’t be silly” (non sia stupido), Berlusconi non è persona da riuscire a parlare con degli accademici. Secondo Mancini, Berlusconi sa parlare alla classe media, media e a quella inferiore. Il premio Nobel non è solo per le persone di ceto medio-basso, ma è per tutti, quindi anche le persone istruite, per gli scienziati. Al Gurnov: “Allora Lei pensa che Obama sia migliore di Berlusconi”; “Of course”, risponde il professore.

 

Per vedere la trasmissione clicca qui

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