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Sondaggi & Complotti

23 dicembre 2009

Dal Times al Washington Post, la stampa estera parla dei sondaggi in rialzo per Berlusconi. Si parla anche di Youtube e di tesi complottiste. Ecco l’articolo del francese Libération che collega i due fatti per fare un commento sulla “deriva politica” italiana.

I cospirazionisti si impadroniscono dell’aggressione a Berlusconi.

 

In rete circolano dei video che lasciano intendere che l’aggressione a Berlusconi di dieci giorni fa è stata organizzata per renderlo una vittima. Se la credibilità dei montaggi sembra essere nulla, essa comunque è testimone di un clima tesissimo in Italia.

Montaggio choc, musica drammatica, sottotitoli interrogativi…il video più visto, con il titolo “L’aggressione contro Berlusconi è una montatura?”, propaga la tesi di un “11 settembre all’italiana”…

Il montaggio sembra produrre i suoi effetti presso una parte di popolazione italiana. Gli argomenti sono semplici: una serie di “indizi” permettono di dubitare della versione cosiddetta ufficiale dell’aggressione. Come per esempio, la telecamera che si allontana opportunamente in modo da non vedere il momento in cui Tartaglia colpisce il Premier, in modo da non lasciar veder i colpi inferti al suo viso.

Qualche minuto dopo l’aggressione, una foto mostrerebbe una delle guardie del corpo nella vettura del Cavaliere, che manipola una bomboletta contenente del sangue fittizio. Infine, la coagulazione che molte fotografie sembrano ritrarre sarebbe avvenuta, a dire il vero, troppo rapidamente.

Secondo Eric Joszef, corrispondente di Libération a Roma, la credibilità di questi argomenti è nulla. Ma l’obiettivo non è questo. “Ci sono due idee dietro a questo montaggio, spiega il giornalista. Lasciare intendere che l’aggressione era organizzata per permettere a Berlusconi di far dimenticare le sue noie giudiziarie. E illustrare, così, la deriva autoritaria del potere”.

Per i complottisti, la tesi della strategia della vittimizzazione funziona tanto più che la percentuale a favore di Berlusconi è aumentata di tre punti (48%), dopo sette mesi di discesa costante, come citato da La Repubblica. Secondo Joszef, “tutto ciò rivela un clima anti-Berlusconi molto esteso”, che spingerebbe alcuni a dare credito alle idee più stravaganti.

La stampa rimane distante da queste tesi. Così, il Corriere della Sera afferma che Eve Mongin, una blogger di Libération, è ridicola quando afferma che “gli Italiani danno la giusta importanza a questa vicenda, cioè poca”. “C’è una tale personalizzazione del potere, che proprio questo attizza l’odio e le passioni. L’aggressione contro Berlusconi ha polarizzato le posizioni”, dice la Mongin.

Tra i politici, ci si inquieta della propagazione di queste chiacchiere da parte dei blogger o editorialisti. Fabrizio Cicchitto ha così fustigato alcuni media e ha accusato Di Pietro di “voler quasi trasformare il confronto (politico) in una guerra civile”.

Se Di Pietro risponde di non odiare Berlusconi, ma di amare il proprio paese, la Bindi riporta in primo piano il ruolo del Parlamento.

E’ in questo contesto che il Ministro degli Interni, Maroni, ha annunciato che proporrà giovedì in Consiglio dei Ministri, delle misure per fermare i siti internet che “incitano alla violenza” e per limitare le contestazioni nelle manifestazioni pubbliche. Alcuni responsabili politici si sono già dichiarati preoccupati dei pericoli alla libertà d’espressione.

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