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Casca l’Italia, ricerca ambientale vs protezione civile

28 dicembre 2009

 

Gli scienziati e i politici dell’opposizione temono che la “razionalizzazione” ufficiale dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale), sia parte di un più ampio piano del governo per sottrarre indipendenza all’accademia, per facilitare grandi progetti infrastrutturali, e per ridurre la trasparenza nell’assegnazione degli appalti pubblici.

L’Italia frana e va in tilt quando piove o nevica? Ha problemi morfologici e strutturali di natura ambientale? Eppure pensa a grandi progetti di impatto naturale, come il ponte sullo stretto o le centrali nucleari. Il Financial Times pubblica un articolo di Guy Dinmore, molto interessante su come il governo sta gestendo gli istituti e i centri di ricerca italiani per la protezione dell’ambiente.

Al di là delle controversie con l’Ispra, il governo sta ristrutturando la sua agenzia di protezione civile che si occupa di disastri ed emergenze, come la crisi dei rifiuti a Napoli.

Una nuova struttura accorpata, dicono i critici, renderà l’ente meno trasparente. In una veste più grande, con a capo ancora Guido Bertolaso, la mano destra di Berlusconi, l’agenzia sta programmando di togliere all’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), le sue funzioni di monitoraggio dei movimenti sismici. Ciò gli darebbe un accesso esclusivo a informazioni sismiche sensibili riguardanti progetti come la costruzione di nuovi impianti nucleari.

I tagli all’ISPRA nascono dalle difficoltà ed impedimenti che il governo sta trovando nella sua strada ai programmi di sviluppo industriale, affermano i critici. “Tutto ciò dà al governo la possibilità di velocizzare i propri progetti”, ha affermato Loredana De Petris, ex-senatrice ambientalista.

Dopo aver lottato per anni per il rinnovo dei contratti trimestrali, circa 200 lavoratori dell’ISPRA hanno perso il loro lavoro quest’anno, e quasi 230 tagli sono ancora previsti per gennaio 2010. Tanto equivale a circa un terzo della forza lavoro impiegata all’ISPRA.

Con le tende e con un alberello di plastica collocato per Natale presso il loro centro di ricerca vicino Roma, gli scienziati italiani stanno affrontando la loro sesta settimana sul tetto del centro, per protestare contro i tagli imposti dal governo di centro-destra di Berlusconi.

Massimiliano Bottaro, esperto di biodiversità e gestione dell’attività di pesca, è uno di questi che, nella maggior parte dei casi hanno già o sono candidati ad un dottorato. L’Italia sta tagliando i fondi alla ricerca ambientale, mentre gli altri paesi li aumentano, ha detto, “ci stanno smantellando”.

L’Italia langue all’ultimo posto in Europa per le spese pubbliche in ricerca e sviluppo.

Stefania Prestigiacomo, il Ministro dell’Ambiente, che proviene da una famiglia di industriali siciliani, ha creato l’ISPRA l’anno scorso. Esso unisce tre istituti di ricerca e protezione ambientale (APAT, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici, INFS Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, e ICRAM Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare). I quadri di questi istituti, indipendenti, furono tolti, e l’ISPRA venne posta sotto la gestione di un commissario speciale, ex-deputato, capo della polizia.

Nel frattempo, il ministro ha creato un corpo separato, specializzato in servizi ambientali, chiamato SOGESID (Interventi integrati per la sostenibilità dello sviluppo) che, dichiara, “può ricevere contratti senza partecipare alle procedure di assegnazione pubblica degli appalti”.

Né la Prestigiacomo, né il Commissario hanno mai fatto visita ai lavoratori in protesta. Il ministro gli ha ordinato di scendere dai tetti e gli ha promesso di chiedere al governo di trovare un modo per non perdere tale “importante organico”.

Per leggere l’articolo originale, clicca qui.

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One Comment leave one →
  1. aldocannav permalink
    12 marzo 2010 17:35

    E’ vero che l’italia casca,come dice Antonella Ferrara, anzi,crolla. Alcuni fatti mi fanno pensare che i nostri governi,sia di destra che di sinistra, siano condizionati dai “poteri occulti”,come ha detto in televisione ancora prima di avere problemi con la magistratura,l’ex ministro Andreotti,ad un giornalista che lo intervistava. Viene il sospetto anche considerando tutte le scelte sbagliate che fanno sistematicamente i nostri governanti. Se è così,non abbiamo più speranza di raddrizzare la situazione,a meno che sorga all’improvviso qualche potente illuminato che riesca a scalzare chi tende i fili dietro le quinte. Forse qualcuno prepara il terreno per una nuova dittatura? Sarebbe un guaio in tutti i casi.

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