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Italia che vai…


CIAO BELLA

Un viaggio nell’Italia di Berlusconi

Seconda parte dell’articolo Bella Italia (vai alla prima parte)

 

Anche se recentemente è diventata enigmatica, bizzarra ed incomprensibile, l’Italia continua ad essere la meta preferita dei Tedeschi. Ma un viaggio nella terra di Berlusconi ci mostra che l’Italia somiglia alla Germania più di quanto non si creda”.

Alexander Smoltcyk non manca di parafrasare Goethe:

“Mostrami il paese dove una ex-divetta del porno soft viene presa in considerazione per un posto nel governo. Mostrami il paese dove i rappresentanti dei lavoratori volano in aereo verso bordelli pagati dalle società e dove il mogul dei media è pazzo per la musica e controlla quasi l’80% della stampa scandalistica.”

“Mostrami il paese dove, secondo la Banca Mondiale, i requisiti per dare vita ad un’impresa sono più oscuri di quelli del Rwanda o del Kazakhstan. Dove i dirigenti gestiscono le loro imprese portandole alla rovina  e poi aspettano che i salvataggi arrivino da oltre le Alpi.”

Eppure non stiamo parlando dell’Italia. Infatti, la stella del porno soft non è Cicciolina, il mogul dei media non è Berlusconi. Si tratta, invece, di personaggi tedeschi, e l’autore sospetta che “La Germania è diventata più italiana, e l’Italia più  tedesca”.  

L’Italia è stata ridicolizzata in queste settimane dai media; chi la paragona ad un regime militare e chi alla Colombia. Osservatori seri dicono che l’Italia è sulla strada del “totalitarismo post-democratico”. Ma quanto è diversa l’Italia dal resto d’Europa. L’articolo di Smoltcyk si legge come il percorso di un viaggio, suddiviso in varie tappe. Ecco la prima:  

Una coppa del mondo sul Lago Maggiore:

“Attraversiamo il confine”, e ci troviamo in un luogo con i nomi pieni di tedeschi umlaut [dieresi come in ä, ü, ö], e con bandiere verdi fluttuanti, come se qui l’opposizione iraniana avesse avuto il sopravvento. Siamo in Padania. “Una nazione inventata da un ex-studente di medicina non riuscito, Umberto Bossi, e dal suo partito di destra, la Lega Nord. La Padania, è il nome alternativo a Italia del Nord, poiché “Italia”, secondo i padani è un errore di storia. La Padania è una delle ragioni per cui l’Italia è divenuta così particolare.” Eppure oggi la Lega è il partito più antico e, recentemente, ha promosso una legge contro l’immigrazione che trasforma i clandestini in criminali, e precisa l’autore: “Ironicamente, la legge è essenzialmente una copia della legislazione tedesca sull’immigrazione”.

Nella Valle del Po, il regno della Pasta

Nella terra di Barilla, Parma, Cinzano e Ferrero, non si interessano a cosa accade a Roma. Carlo Petrini, fondatore dello Slow Food, è reputato come il più grande rivoluzionario della terra rossa, perché rappresenta l’arte del vivere la vita con piacere. Tuttavia, il suo aspetto giallognolo e le vene gonfie tradiscono le sue preoccupazioni. “Abbiamo bisogni di un nuovo umanesimo” lanciandosi in una discussione sulla dittatura del consumerismo, del pensiero unilaterale e dell’opposizione incapace. Un altro a cui manca il respiro quando parla è Giuliano Ferrara. Secondo le sue spiegazioni: “Il vecchio apparato politico italiano è scomparso dall’oggi al domani. Da allora la politica non è stata più la stessa. Berlusconi è arrivato e ha occupato un posto vuoto”. Però, Berlusconi non è un politico, è quello che è: un impresario, e da impresario gestisce l’Italia. Ecco perché il governo viene spesso definito come “La dittatura dei sorrisi, dove i responsabili degli eccessi sanguinari del G8 di Genova, nel 2001, non sono mai stati processati, ed alcuni hanno perfino ricevuto delle promozioni”. Eppure, secondo Ferrara, l’Italia non è a rischio regime, se si pensa che in 15 anni Berlusconi non è riuscito ancora a far passare un riforma del sistema di giustizia. Sarkozy è molto più potente.

A Siena, la regione del Chianti

In Italia ci si diverte a essere catastrofisti, ed in effetti i dati raccontano che l’Italia è indebitatissima, che spende tantissimo per i pensionati e investe poco nei giovani e nelle università. Ma i numeri non sono tutto, come dice il dirigente del Monte dei Paschi, Marco Morelli. “La metà dei titoli pubblici è nelle tasche dei nostri cittadini. L’80% degli italiani è proprietario di una casa, e il 50% di due case. L’Italia è molto più ricca di quello che dicono le statistiche”. La spina dorsale dell’economia italiana è fatta di piccole imprese, soffocata dal Fisco, votate alla disperazione a causa della burocrazia e, spesso, terrorizzata dalla Mafia”. Eppure, la crisi qui ha colpito di meno, e si vede dalle tante macchine di lusso parcheggiate sui marciapiedi. Come mai in un paese così, escono fuori scandali impensabili in altri paesi europei? Una prima spiegazione potrebbe essere che la stampa italiana ama gli scandali ed è “disinibita”; ins econdo luogo potrebbe essere che magistrati italiani tendono a pubblicizzare i loro procedimenti per avere l’appoggio dell’opinione pubblica; infine, “la terza spiegazione è che ogni cittadino di questo paese sa per esperienza che molti scandali sono alla fine il risultato vecchi sodalizi amicali, nepotismi e favoritismi, tutti elementi senza i quali una società complessa non può funzionare”.

Amore sulla via Cassia e i palazzi di Roma

Sulla via costruita da Romani per congiungere Siena e Roma, incontriamo Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina. Dato il suo background, Cicciolina tende a essere più tollerante per i problemi della morale. Seduta su un sofà, racconta di quando nel ’74 incontrò Berlusconi, dopo cena “niente baci, niente sesso, niente amore, lo so nessuno mi crede”. E aggiunge, “Si arriva ai limiti quando una ragazza viene messa in una lista elettorale solo a causa del suo culo. Almeno io, all’epoca, avevo fondato un partito”. E forse in questo Cicciolina fu meno opportunista delle ragazze italiane di oggi che di politica non si interessano proprio, se il loro sogno più grande è di fare la velina. Questo si riflette anche nel loro grado culturale. “L’OCSE classifica il sistema di istruzione italiano tra i peggiori d’Europa”. La politica è riserva di caccia dei vecchi che si muovono con ostentazione tra i palazzi del potere e irridono ai timidi tentativi di cambiare le cose. Altra nota dolente infatti è l’esclusione delle donne dalla politica. L’articolo contiene poi delle dichiarazioni di un giudice costituzionale che preferisce mantenere l’anonimato, tale F. “Egli ha familiarità con il lato oscuro del potere e, seduto nella sua stanza a Roma, afferma: ‘Noi non viviamo in una dittatura. Ma…’, dice il giudice reiterando il suo desiderio di rimanere anonimo, ‘Temo la dittatura della maggioranza. Lasciate che vi dica, e credetemi, ho una lunga esperienza di politica italiana, la maggiore garante della nostra libertà è la nostra mancanza di efficienza’.”

Fellini a Bari

“Ha i giorni contati”, dichiara il Governatore della Puglia, Nichi Vendola: ‘Quando Berlusconi arrivò a Bari nel 1994 sulla sua nave, 100.000 persone uscirono per salutarlo, gridare il suo nome e piangere, come se avessero incontrato il Messia. Sembrava un film di Fellini’, il governatore che ha scritto la sua tesi su Pasolini è forse uno degli ultimi comunisti al potere in Europa. ‘Un movimento che ha tirato fuori milioni di persone dall’anonimato, e che ha fatto sì che ci si interrogasse sulla parola libertà. il Comunismo ha qualcosa a che fare con la moralità. Invece Berlusconi sostituisce comunità con audacia, empatia con cinismo. Il potere giudiziario e parlamentare vengono ridicolizzati e sminuiti, e lo squalo è diventato la figura sociale dominante’. Tutte le strade di questa terra, conosciuta come il Mezzogiorno, sono costeggiate da segnali piegati ed arrugginiti, perforati da buchi di pallottola, e imbrattati da slogan calcistici. Chiunque guidi per le strade di questa regione sperando di ricavare qualche informazione dai segnali, è costretto a fermarsi per esaminarli da vicino. Forse questi segnali sono una metafora delle condizioni dell’intero paese.”

La verità a Napoli

“Il viaggio a Berlusconistan finisce qui dove ha fine il Grand Tour, sul golfo di Napoli, dove il Vesuvio torreggia minaccioso sulla più impossibile delle città italiane”, ed è qui che il giornalista incontra Peter Kammerer, sociologo che vive tra l’Umbria, Napoli e Berlino.

 

Vai a Kammerer (clicca qui)

 

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Adozioni Internazionali vs Federazione Russa

 

Il video sottostante è un reportage della televisione russa, RussiaToday, riguardante il mondo delle adozioni internazionali. Chi guarda questo filmato può voler sapere che il reportage è stato prodotto da una TV di stato che trasmette in inglese, per far conoscere il proprio paese e la propria cultura alla comunità internazionale.

In particolare, per quel che concerne il mondo delle adozioni, va specificato che la grande madre Russia ha molto sofferto nei tempi recenti, per le notizie di brutalità e violenza che hanno riempito i telegiornali di tutto il mondo, e che hanno riguardato bambini adottati negli Stati Uniti. I russi e le autorità russe si interrogano su come si svolge l’intero percorso dell’adozione: dalla approvazione del profilo dei genitori all’inserimento dei bambini nella famiglia adottiva. Dall’altro lato, però, si rimane sempre consapevoli che l’accoglienza in una nuova famiglia costituitsce un’alternativa migliore rispetto agli istituti di accoglienza, comunque ben curati e organizzati, in cui sono ospitati i tanti orfani del vasto territorio russo. Non a caso il reportage si intitola “Looking for a family”, ovvero “Alla ricerca di una famiglia”.

Tecnicamente va anche detto che il video originale, in formato flv, è stato convertito con AVS video converter che ha anche consentito di mettere i sottotitoli alla meno peggio. Il programma è sì scaricabile gratis, ma mette il proprio logo al centro del filmato.

Per rendere disponibile in rete la versione sottotitolata, è stato necessario tagliare il video in tre parti.  Insomma, si chiede scusa per la non eccellente qualità dell’output (nella speranza di poterlo rieditare con altre applicazioni) ma si ritiene comunque importante pubblicare un documento che porta tanti aspiranti genitori adottivi direttamente dentro la realtà degli istituti e del paese russo.

Parte prima:

 

 

Parte seconda:

 

 

 Parte terza:

 

 

Per vedere il filmato originale, basta collegarsi al sito internet di RT, www.russiatoday.ru, scegliere l’opzione dei reportages “XL”, e selezionare il reportage del 24 giugno 2009, oppure cliccare direttamente su questo collegamento (vai al reportage).

2 commenti leave one →
  1. rosa permalink
    14 luglio 2009 18:02

    finalmente ho visto quello di cui ho sempre sentito parlare, in attesa di compiere il mio primo viaggio. Grazie.

Trackbacks

  1. L’Italia è diventata Berlusconistan? « Italia vs Stampa Estera

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